Lo strano tempismo dei falchi della Bundesbank

La Banca centrale tedesca ha parlato. Risultato: Lady Spread si ringalluzzisce e le Borse si deprimono un po'. Alla vigilia delle attese decisioni della Banca centrale europea, infatti, la Bundesbank rispolvera i suoi toni rigoristi: l'indipendenza della Bce "impone che rispetti e non oltrepassi il suo mandato", afferma il governatore Jens Weidmann, in riferimento alle insistenti proposte di un altro intervento "non convenzionale" da parte di Mario Draghi. Leggi E se Draghi avesse illuso tutti? - Leggi C’è un montiano a Berlino di Giovanni Boggero
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La Banca centrale tedesca ha parlato. Risultato: Lady Spread si ringalluzzisce e le Borse si deprimono un po'. Alla vigilia delle attese decisioni della Banca centrale europea, infatti, la Bundesbank rispolvera i suoi toni rigoristi: l'indipendenza della Bce "impone che rispetti e non oltrepassi il suo mandato", afferma il governatore Jens Weidmann, in riferimento alle insistenti proposte di un altro intervento "non convenzionale" da parte di Mario Draghi. Non solo: lo stesso presidente Draghi, nel prendere le sue decisioni, deve tenere conto che "siamo la più grande e la più importante Banca centrale dell'Eurosistema e abbiamo un peso maggiore rispetto ad altre Banche centrali dell'Eurosistema". Secondo Weidman spesso i concetti "economicamente prudente" e "politicamente auspicabile" spesso non vanno d'accordo.

I mercati si allarmano, pensando all'ennesimo "alt" tedesco rispetto a un intervento più deciso della Bce (che potrebbe essere annunciato già domani). Senza contare che oggi il presidente della Bce, Mario Draghi, dovrebbe incontrare proprio il suo omologo tedesco, Weidmann, per convincerlo della ragionevolezza di un intervento del bazooka-Bce sul mercato dei debiti sovrani.

Ma c'è un dettaglio non da poco: l'intervista al rigorista Weidmann, appena pubblicata sul sito della Bundesbank e rilanciata in questi minuti da tutte le maggiori agenzie di stampa internazionali, risale in realtà al 29 giugno. Oltre un mese fa, dunque. Chi è l'intervistatore? Lo staff della Bundesbank. Gli stessi, per intenderci, che hanno deciso di fare uscire proprio ora queste dichiarazioni, alla vigilia di decisioni cruciali per il futuro dell'Eurozona.